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Fecondazione assistita: la FIVET

La FIVET (Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer) è il più comune tipo di fecondazione assistita in vitro. Si ricorre alla FIVET in tre casi:

  • ostruzione tubarica bilaterale di grado medio o severo
  • fattore andrologico (anomalie funzionali o nel numero degli spermatozoi) di grado medio e severo
  • infertilità inspiegata dopo 3 o 4 tentativi di IUI senza successo.

Si articola in 4 fasi:

  1. la stimolazione dell’ovulazione, con la somministrazione di ormoni tra cui l’HCG, l’ormone della gravidanza. L’assunzione di gonadotropine, infatti, accresce la produzione di follicoli e, di conseguenza, aumenta le probabilità che uno di essi possa essere correttamente fecondato. Questa fase, comune anche alla GIFT, ha le controindicazioni tipiche delle terapie ormonali, come vertigini, nausea o vomito
  2. l’aspirazione e l’esame degli ovociti, che viene effettuato un paio di giorni dopo la stimolazione attraverso un’operazione di pochi minuti in anestesia locale, eseguita sotto controllo ecografico. Un minuscolo ago viene inserito nella parete vaginale e preleva il contenuto dei follicoli, che verrano monitorati finchè non raggiungono un’adeguata maturazione.
  3. procreazione assistital’inseminazione in vitro. Gli ovociti prelevati vengono uniti, in speciali provette, al seme del partner, precedentemente analizzato attraverso spermiogramma e preparato per la fecondazione. L’inseminazione avviene in modo “naturale” mettendo il seme a contatto con gli ovociti, dal 2009  la legge italiana permette di fecondare anche più di tre ovociti
  4. l’ultima fase consiste nel trasferimento degli embrioni formatisi in vitro all’interno dell’utero, attraverso l’inserimento di un catetere nel canale cervicale. Il procedimento è quasi sempre rapido ed indolore. L’inserimento di tutti gli embrioni prodotti aumenta, com’è ovvio, le possibilità di riuscita dell’intervento ma, nel contempo, espone al rischio di una gravidanza gemellare

Le percentuali di successo di questa tecnica di fecondazione assistita sono, comunque, molto variabili, in quanto influenzate dalla capacità dell’utero della donna di “accogliere” gli embrioni, dalla sua risposta alle terapie, dalla qualità e dalla maturazione degli ovociti prelevati, dalla fertilità della paziente, influenza da diversi fattori.In generale la percentuale è del 40/50% prima dei 30 anni e si abbassa circa del 25/30%  dopo i 40 anni.

La FIVET può essere sia omologa che eterologa e viene, generalmente, adottata in caso di sterilità maschile o endometriosi. Tuttavia la eterologa non è permessa in Italia.

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