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Non ho bisogno di un uomo per essere una mamma

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mamma-single-cryosHo più o meno due anni, i capelli raccolti in due treccine, mangio cioccolata di nascosto, rubo le tagliatelle alla nonna, mi impiastriccio con i colori, faccio i capricci, corro al parco con le mie amiche, c’è un bimbo che mi piace che mi da un bacio sulla guancia ogni mattina all’asilo e davanti a me vedo solo un futuro roseo e pieno di sogni da realizzare. Poi, un giorno, mi regalano il mio primo bambolotto. Si chiama Mimmo. Gli occhi intensi, le ciglia lunghe, la pelle rosea, i pianti strazianti e le sembianze uguali in tutto e per tutto a quelle di un neonato mi fanno diventare subito responsabile per lui. “Va tutto bene, non piangere – gli dico- C’è la tua mamma qui con te!”. Sin dal primo momento in cui lo stringo tra le braccia so nulla di brutto gli succederà.  Poi un giorno mi cade mentre attraverso la strada. Un nanosecondo e passa una macchina. Inizio sin da allora a capire il concetto di sventura, che oggi prende il nome di “mai una gioia” e decido che da grande lavorerò con i delfini e non sarò mai mamma.

Vent’anni dopo sono alle prese con l’università,  gli esami, la tesi… Non ho un fidanzato fisso da almeno un anno perché colleziono casi umani che a malapena durano il tempo di uno scambio di battute su whatsapp. Quando mi parlano di bambini e matrimonio mi vien da ridere. Alla fine, penso, se non so nemmeno decidermi su quali orecchini abbinare ad un vestito e continuo a cenare con latte e cereali perché non ho
voglia di fare la spesa, come posso prendermi l’impegno di essere responsabile per qualcuno?  Ma soprattutto, se devo aspettare l’uomo giusto rimarrò zitella a vita e farò la zia dei figli delle mie amiche, che tanta più fortuna di me non hanno, ma insomma…

Alla soglia del quarto di secolo mi sento una donna realizzata, lavorativamente parlando. Ma sul versante amoroso stendiamo un velo pietoso, altro che Bridget Jones! Tre delle mie amiche si sono già sposate. I loro sguardi sognanti, il tulle bianco dell’abito, le rose che decorano i centrotavola: tutto perfetto, come nelle favole. Prima che tocchi a me tanta fortuna dovrò aspettare almeno anni e anni, penso, mentre riempio il piatto al buffet tra confetti e bomboniere. Al tavolo delle  amiche della sposa comincia il valzer di “l’amore fa schifo”,  “uno normale neanche per sbaglio”, “eh, ma sai chi mi ha scritto?”, “no! Quello sfigato?”,  “ti prego quello no, non ti merita”, “ma ti ricordi quello lì…?”, “anche quella si è fidanzata, pensa te”…  A tutti quelli che mi dicono che l’amore colpisce all’improvviso, che basta avere pazienza “e quando meno te l’aspetti” ricordo che l’unica cosa che colpisce è il karma, e non è mai piacevole.

Ho provato a cercare l’amore in discoteca, al parco, ad un vernissage e persino su app di incontri, per non farsi mancare nulla. La verità è che non ci sono più gli uomini di una volta! E non parlo solo di galanteria eh, ma proprio che una sera un tipo con cui uscivo mi ha chiesto se avevo il burrocacao perché aveva le labbra screpolate e al mio “no” ha reagito con uno sguardo a metà tra pietà e disgusto, che nemmeno Enzo Miccio quando giudica gli outfit. Io mortificata. Una volta si combatteva contro la suocera e il mammone, oggi contro un fighetto in crisi premestruale.

Sì, sì. Non si può fare di tutta un’erba un fascio, ma diciamoci la verità: non c’è mica tanta scelta in giro. E se mentre corri da un posto all’altro iniziano a brillarti gli occhi guardando gli occhietti vispi dentro le carrozzine è giusto cacciar via il pensiero che anche tu potresti essere una mamma? È giusto precludersi la voglia di maternità solo perché oggi gli uomini sono più donne di noi o perché non trovi la tua metà?

Nel 2016, per fortuna, essere mamme single per scelta non è più un taboo. Forse per molti sarà egoistico, ma meglio fare la mamma da sola a un bimbo che la babysitter al suo presunto padre.  Quanti “ma perché non trovo un uomo?”, “questo sembrava normale!”, “cosa non va in me?” dobbiamo sopportare ancora? Grazie a banche del seme come Cryos International, famosa a livello mondiale, oggi si può realizzare il proprio sogno di maternità senza dover intercorrere in conversazioni sterili su Whatsapp, crisi di pianto con amiche affogate in vaschette di gelato, cene disastrose che ti fanno rimpiangere di essere uscita, disperazione e crisi di autostima, appuntamenti da brivido e umiliazioni costanti.

Dimenticate tutti i ragazzi che vi hanno spezzato il cuore o che vi hanno fatto sentire meno di quel che siete: in pochi click si può selezionare dal catalogo online i tratti somatici che ci piacerebbe avesse il nostro bambino come colore degli occhi e dei capelli, etnia, altezza, peso.  Nella lista dei donatori si può optare per un profilo di donatore anonimo  o, se non vi dispiace l’idea che un giorno vostro figlio possa conoscere chi è il padre biologico, un donatore non anonimo. Un’altra distinzione è quella tra un profilo base o uno esteso e, a seconda della scelta, scoprire più o meno dettagli sulla vita del donatore, che, almeno questa volta, non ci farà sentire l’ennesima voce della sua personale lista di conquiste.

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