Quando non puoi avere figli

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È facile per tutti puntare il dito contro e decretare chi è il colpevole. Lo facciamo tutti i giorni: quando una amica piange per amore, quando ascoltiamo una terribile vicenda al telegiornale, quando leggiamo un libro e ci immedesimiamo nei protagonisti, quando spiamo un reality e parteggiamo per qualche personaggio. Siamo empatici e, da sempre, ci hanno insegnato che c’è sempre un buono e un cattivo. A volte vogliamo solo aiutare e confortare “il buono” di turno, altre volte è invidia, altre ancora un meccanismo automatico.

Si cerca una colpa, ma spesso non c’è.

Così succede a tante coppie, che si amano ma non possono diventare genitori. E chi li sopporta gli sguardi di pietà e compassione della gente? Ci abbiamo provato: a lungo, con amore prima e con impazienza poi. Ma nulla. Dicono che quel che non uccide fortifica, ma nessuno sa il dolore che si prova a sentirsi impotenti davanti a una situazione più grande di te.

Da piccola ti regalano una bambola ed impari a fare la mamma, da grande vuoi finalmente stringere tra le tue braccia tuo figlio. E non puoi. Eppure sí , me lo dicevano di non indossare jeans troppo stretti, di non avere uno stile di vita sregolato, tanti se, tanti ma che no trovano risposta. Finchè un giorno, dopo tanto colpevolizzarsi, tante dita puntate, tante parole a sproposito come “donna a metà”, “inefficiente” e “mutilata”, si scopre che il problema di fertilità non è mio, ma del mio compagno. Nessun sollievo, chiariamoci, il problema di uno è il problema di entrambi, il senso di vuoto è il medesimo e, forse, avrei preferito sopportare io questo fardello che vedere lo sguardo del mio compagno leggere e rileggere gli esiti degli esami.

Infertilità maschile: le cause

Il 30% delle cause di infertilità deriva da fattori maschili. Non solo l’età, ma anche la scarsa concentrazione degli spermatozoi nel liquido seminale,  influiscono sulla fertilità maschile. Intrappolati nel cliché della virilità, gli uomini non sempre sanno affrontare l’idea di visitare un andrologo e, quando la sentenza è dichiarata, aprirsi alla propria fragilità è un ostacolo che sembra davvero insormontabile.



Per fortuna, in fondo al tunnel c’è sempre la luce. Il desiderio di avere un figlio è sempre stato più forte di ogni paura e abbiamo iniziato a cercare delle soluzioni. E così, un giorno abbiamo visitato il sito di Cryos International, la banca di seme più grande al mondo, che quest’anno festeggia il suo 30esimo anniversario.

C’è solo l’imbarazzo della scelta. L’elenco degli oltre 700 donatori permette di scegliere, oltre a etnia e gruppo sanguigno, tra profilo anonimo e non, una tutela non solo per il donatore, ma anche per tutti quei papà che soffrono molto la loro condizione e, diversamente da questa possibilità di scelta, non si sentirebbero padri “al 100%”.

Ricordo lo sguardo impaurito mente leggeva i referti medici che gli diagnosticavano l’azoospermia, incuriosito e titubante mentre sceglievamo i tratti fisici e somatici del donatore più simile a lui... e infine le lacrime che gli riempivano gli occhi quando ha preso in braccio Tommaso per la prima volta.

Non esistono mamme e papà di serie A o di serie B. Esiste l’amore. E il nostro non ha campionato che regga.