Prepararsi al parto: dalla natura le risposte

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, troppo spesso il parto viene indotto per comodità, quando in realtà si dovrebbe intervenire medicalmente solo se i rischi per mamma e bambino sono tali da poter comprometterne la salute. Inoltre alcuni studi dimostrano che l’induzione al parto spesso porta all’esecuzione di un taglio cesareo, che potrebbe essere evitato aspettando il processo naturale. Infatti al giorno d’oggi, il parto viene affrontato dai medici come un intervento medico-chirurgico e sempre di più i ginecologi stessi partecipano al processo, quando in realtà la loro ingerenza non è necessaria in presenza di un’ostetrica capace di aiutare e supportare un parto fisiologico naturale.

Come affrontare il parto naturale?

A questo punto dovremmo assolutamente riflettere sull’eventuale necessità di utilizzare farmaci e procedere con interventi strumentali. E’ quindi utile informarsi ed approfondire la nostra conoscenza in termini di metodi per affrontare la gravidanza come un processo naturale e valutare davvero se indurre il travaglio sia necessario. Su internet possiamo trovare davvero molte fonti dalle quali attingere suggerimenti e consigli per affrontare al meglio una gravidanza.

Se il momento del parto si avvicina e sentiamo la tensione crescere la prima regola è concentrarsi sulla consapevolezza che il nostro corpo ha le capacità per portare a termine la gravidanza da solo e ci darà tutti i segnali di quando sarà il momento del lieto evento. Le statistiche confermano che seguire il processo naturale che porta al parto può facilitare il parto stesso, quindi intervenire con medicinali a volte porta più a svantaggi, come un travaglio lento o la necessità di un cesareo, che a benefici. Se invece siamo nella situazione in cui dovremmo già aver partorito, secondo la data presunta comunicataci dal nostro ginecologo, dovremmo considerare l’induzione naturale che non è invasiva e non sarà causa di effetti collaterali né per la madre né per il bambino.

Rimedi naturali per il travaglio

L'olio di Enotera è consigliato per favorire la dilatazione, si assume in capsule massimo due o tre al giorno, anche due settimane prima della data prevista per il parto. Quest’olio speciale è anche utilissimo a stimolare la maturazione della cervice se applicato sulla stessa ogni trenta minuti circa.



Se vogliamo stimolare le contrazioni, potremmo preparare un semplice composto naturale a base di succo di pesca o albicocca con cinque grammi di olio di ricino, da assumere prima di coricarsi per non più di tre volte. Un valido alleato è anche il tè alle foglie di lamponi per tonificare l'utero e così favorire le contrazioni.

La stimolazione dei capezzoli è invece un valido aiuto per la produzione di ossitocina, l’ormone che provoca contrazioni delle fibrocellule muscolari lisce uterine, così da favorire l’espulsione del feto. Molto utili anche gli impacchi caldi da posizionare sul seno.

In relazione invece all’aspetto psicologico ed emozionale, per ridurre l’ansia da parto possiamo utilizzare la tintura di Actea Racemosa, che agevola la cervice uterina e diminuisce l'ansia del travaglio, si suggerisce di assumere 10 gocce, da sogliere sotto la lingua, ogni 30 minuti. Un altro efficace rimedio ci viene fornito dai fiori di Bach, in particolare il fiore Impatients, per l’impazienza e il Mimulus per diminuire lo stato di apprensione.