La voce della mamma

Durante i nove mesi di gravidanza il bambino vive immerso nella sua mamma: ne assorbe il nutrimento per crescere, l’ossigeno per respirare, il sonno per riposare.

Oltre a tutto quello che passa dal cordone ombelicale e dalla placenta, al bambino giungono anche gli stimoli esterni, come la luce e i suoni. In particolare i suoni accompagnano i nove mesi del bambino nel pancione, proprio come il ritmo fa da base ad una canzone.

Alcuni studi scientifici hanno dimostrato l’effetto rilassante di un certo tipo di musica, percependo i movimenti del feto; altri studi hanno rilevato come una certa melodia, ad esempio un carillon, fatta “ascoltare” al pancione prima di dormire, aiuti il bambino, una volta nato, a rilassarsi e prendere sonno.

Ma il suono principale, il più importante, l’accompagnamento del viaggio nel pancione è uno: la voce della mamma. Essa scandisce tutta la vita del bambino prima di nascere, lo porta a conoscenza delle prime emozioni che la sua mamma prova, gli anticipa la dolcezza e l’affetto in cui sarà immerso una volta al mondo.



La voce della mamma arriva al bambino dall’interno del liquido amniotico, quindi non risulta perfettamente uguale a quella che sentirà quando, ad esempio, le starà in braccio; ma i suoni hanno diverse caratteristiche che all’orecchio umano restano invariate: il timbro, la frequenza, l’accento, la cadenza… Questi sono tutti elementi che il bambino ricorderà.

Parlare al pancione può far sorridere e magari imbarazzare un po’, ma si può fare quando si è sole e nessun’altro sente, sarà ancora più intimo.

Coccolate il vostro bambino già con le parole, come quando vi accarezzate il pancione sperando che quelle carezze gli arrivino anche là dentro; cantategli una ninna nanna, raccontategli come ve lo immaginate, descrivetegli i suoi genitori.

Parlategli di qualsiasi cosa vi renda felice, così che lui senta quell’affetto che provate e possa cominciare a sperimentare quel profondo legame che lo unirà a voi per tutta la vita.

dott.ssa Francesca Lesmo