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Aborto spontaneo

La morte del bambino prima che abbia raggiunto lo stadio di sviluppo necessario alla sopravvivenza al di fuori del grembo materno (24ª settimana) è definita aborto spontaneo.
Purtroppo può succedere che la gravidanza finisca con un aborto, ci sono molte ragioni per cui accade e devi trovare la forza per affrontarlo.

  • Aborto spontaneo: le cause

L’aborto spontaneo è assai frequente  nelle prime settimane, infatti una gravidanza su cinque si conclude entro la fine del primo trimestre. Si può affermare che l’aborto è il modo in cui l’organismo rigetta un feto che non avrebbe potuto svilupparsi in modo corretto. È la soluzione che la natura trova quando un feto presenta anomalie cromosomiche incompatibili con la vita.

Almeno la metà degli aborti che avvengono nel primo trimestre sono causati da anomalie cromosomiche dell’embrione, che gli impediscono di svilupparsi in modo corretto. In alcuni casi, l’aborto è la conseguenza di una complicazione della gravidanza, o di una malattia pregressa della madre (infezioni, diabete non curato, disturbi della tiroide come ipertiroidismo e ipotiroidismo, anomalie uterine, produzione di alcuni anticorpi nel corpo materno).

  • Quali donne sono più esposte al rischio di aborto?

L’aborto colpisce una gravidanza ogni cinque

Il rischio di aborto è più elevato nelle donne fumatrici, nelle puerpere (donne che hanno partorito da poco) attempate, in quelle in età avanzata, in quelle che hanno avuto casi precedenti di aborto, e nelle donne affette da fibromi, lupus e diabete. I casi di aborti ricorrenti vanno indagati approfonditamente, perché potrebbe essere necessario seguire delle terapie.

  • Aborto precoce o morte intrauterina

Il maggior numero di aborti si verifica entro le prime 12 settimane della gravidanza, e si parla in questi casi di aborto precoce. Tra la 12ª e la 24ª settimana l’aborto è meno frequente e può dipendere da un’infezione o da un’anomalia dell’utero, come l’incompetenza cervicale (la cervice si apre sotto la pressione dell’utero e del feto), o della placenta.

Dopo la  24ª settimana, invece che di aborto si parla di morte intrauterina.

Come già detto l’aborto è un’evenienza che colpisce una gravidanza ogni cinque, ma l’incidenza potrebbe essere superiore, considerato il fatto che molte donne non si accorgono di essere incinta e confondono l’aborto con un ciclo mestruale particolarmente abbondante.

  • Aborto spontaneo: i sintomi

crampi addominaliI sintomi di minacce di aborto sono le emorragie vaginali, accompagnate da dolori lombari o crampi addominali simili ai dolori delle mestruazioni, che possono essere continui o intermittenti. A dispetto dei sintomi, è ancora probabile che la gravidanza non finisca con un aborto.
Tuttavia, una volta che l’utero ha cominciato a espellere feto e placenta, l’aborto è ormai inevitabile. La cervice si apre ed espelle un tessuto simile a quello del fegato. In questo caso, l’emorraggia può essere abbondante e il dolore acuto.

Quando l’espulsione non è completa si parla di aborto incompleto. Quando l’utero ha espulso completamente feto e placenta, si parla invece di aborto completo. Con l’aborto completo, l’emorraggia e il dolore si attenuano e l’ecografia evidenzia un utero completamente vuoto.

Un’ecografia può determinare l’esito dell’aborto, come nel caso dell’aborto mancato. Anche la visita interna può dare indicazioni utili, perché se la cervice è chiusa significa che la gravidanza non è compromessa.

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