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Fecondazione assistita: un diritto per tutti

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Lopolo || Shutterstock

Tante volte si parla della fecondazione assistita come un diritto assodato, ma è importante ricordare che per arrivare ai risultati odierni si sono dovute combattere tante battaglie a suon di tribunali e ricorsi.  Sembra passato un secolo da quando il 9 aprile 2014 la Corte Costituzionale dichiarò l’illegittimità del divieto di avere figli con la fecondazione eterologa, che prevede l’uso di gameti di donatori esterni alla coppia.



Nel panorama della arzigogolata burocrazia (all’) italiana coloro che sognano di diventare genitori sembrano abbandonati al loro destino, senza un protocollo preciso che indichi come muoversi nel complicato mondo della procreazione assistita.

Fecondazione all’estero o in Italia?

Il turismo della fertilità è una caratteristica propria del nostro Paese, giacchè i costi elevati e le lunghe liste d’attesa creano il processo della fecondazione assistita ancor più difficile e complicato.

La presenza di aziende leader del settore è una garanzia fondamentale per single e coppie di qualunque orientamento sessuale che desiderano metter su famiglia. Cryos International da anni lavora instancabilmente per offrire a tutti la possibilità di accarezzare il sogno della maternità. Come? Aumentando il numero di donatori innanzitutto. Sono oltre 700 i donatori disponibili nel catalogo, con profili più o meno dettagliati, a seconda che si opti per un profilo esteso o base.

Come scegliere un donatore di seme?

Scegliere un donatore di seme dal sito della banca danese è semplicissimo: basta accedere alla lista dei donatori e selezionare un donatore anonimo o non anonimo, i tratti somatici che vorremmo ereditasse il nostro piccolino e un profilo esteso o base. Quali sono le differenze?  La fecondazione assistita con donatore anonimo tutela l’anonimato del donatore, i cui dati personali non saranno divulgati, mentre l’identità di un donatore non anonimo potrà essere rivelata quando il bambino reggiunge la maggiore età, previa documentazione che attesti il processo di fecondazione assistita.

Donatore anonimo o non anonimo?

Questa scelta è molto personale e soggettiva. Rimane a totale discrezione della coppia o del genitore single la decisione di permettere al figlio di conoscere l’identità del donatore. Secondo le statistiche, le donne single e le coppie omosessuali sono più inclini a scegliere profili non anonimi, mentre le coppie etero preferiscono tutelare l’anonimato per conservare l’immagine della famiglia.  Spesso, chi soffre di infertilità maschile, infatti, si scontra con i timori e le paure interne, oltre che alle pressioni sociali che lo sminuiscono nella sua virilità e, per questo, preferisce proteggersi dall’idea che la sterilità lo renda meno uomo.

 

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