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Come combattere la “natalità zero” in Italia?

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Di recente il tranquillo comune di Assisi ha fatto molto parlare di sé grazie ad una curiosa iniziativa proposta nell’ambito del Tavolo assist turismo. L’iniziativa, a cui numerosi alberghi e agriturismi assisani hanno aderito, si chiama Fertility Room e consiste nella possibilità di ottenere un rimborso o un bonus per un nuovo soggiorno in un albergo nel caso in cui si dimostri che il proprio figlio è stato concepito proprio lì. Avete capito bene: per la coppia sarà sufficiente inviare all’albergo una copia del certificato di nascita del proprio bambino per dimostrare che, nove mesi prima dell’arrivo del pargolo, i neogenitori si sono concessi un soggiorno romantico in quel di Assisi. Questa idea decisamente originale ha suscitato non poche critiche: in molti, infatti, non apprezzano che la città di San Francesco venga d’ora in poi associata a tematiche quali il sesso e il concepimento.

Al di là delle critiche, il successo di questa iniziativa ci può rivelare molto sulla situazione allarmante che il bel paese sta vivendo da ormai diversi anni.

Italia: un paese a crescita zero

Che le critiche siano motivate o meno, l’iniziativa della Fertility Room ci vuole mettere di fronte ad un dato di fatto: in Italia non nascono più bambini. Ormai da diversi anni l’Italia sta vivendo un calo delle nascite a dir poco allarmante, tanto che è entrata senza difficoltà a far parte dei cosiddetti “paesi a crescita zero”, i paesi in cui vi è un sostanziale pareggio tra natalità e mortalità. Il 2015, però, ha segnato un punto di svolta ancor peggiore: era dai tempi della Grande Guerra, infatti, che non si assisteva ad un calo così netto delle nascite a livello mondiale, ma soprattutto nazionale. L’anno scorso, secondo l’Eurostat, le nascite in Italia sono state 485.800, mentre i decessi più di 647.600. Questo significa che il saldo naturale (nati-morti) per il nostro paese è stato decisamente “in rosso” e sta continuando ad esserlo anche nel 2016.

Ma invece che limitarsi ad uno sterile allarmismo, perché non provare a capire quali sono le cause e le possibili soluzioni al problema della “natalità zero” che l’Italia non può più permettersi di ignorare?

Perché non si fanno più bambini e come evitarlo?

La denatalità sembra non essere un problema esclusivo del nostro paese. Si tratta infatti di un fenomeno comune a tutti i paesi occidentali e industrializzati. Una coincidenza? Evidentemente no. Le società moderne sembrano non essersi sapute adattare ai cambiamenti che inevitabilmente si sono succeduti al loro interno: le difficoltà economiche inconciliabili con i costi che un figlio richiede; la donna che non sempre è disposta a scambiare la propria carriera con l’esperienza della maternità. Infine, nelle società industrializzate sono in aumento i problemi legati alla fertilità che rendono ancora più complicata l’impresa di avere dei bambini.

Quali sono le possibili soluzioni al problema della denatalità che sta colpendo l’Italia?

Le iniziative locali come il Fertility Room, per quanto lodevoli, non sono sufficienti ad apportare un cambiamento di tendenza concreto. A prendere in mano la situazione dovrebbe essere prima di tutto il governo, con misure di sostegno economico – e non solo – alle giovani coppie.

Infine, un’attenzione particolare dovrebbe essere riservata a quelle coppie che vorrebbero, ma non riescono a diventare genitori. Dovrebbero essere promosse nuove campagne di sensibilizzazione al tema dell’infertilità e della fecondazione assistita, ancora oggi considerati da molti un tabù. Queste coppie potrebbero essere indirizzate verso le migliori cliniche che operano nel settore della fecondazione assistita.

Una struttura degna di essere menzionata è la Cryos International, la banca del seme più rinomata al mondo. Si tratta di una banca del seme danese che aiuta coppie ad avere figli scegliendo il donatore ideale da una banca dati consultabile nel sito. Cryos permette anche di scegliere la procedura di fecondazione: l’inseminazione “classica” medicalmente assistita, oppure la cosiddetta home insemination. Quest’ultima pratica consiste in una sorta di fecondazione assistita “fai da te” ed è senza dubbio la principale innovazione proposta da Cryos per venire incontro ai propri clienti, le cui opinioni sono decisamente positive.

Di fronte alla situazione decisamente allarmante in cui volge la natalità italiana è molto importante reagire e mettere in campo misure efficaci in grado di venire incontro a quelle che sono le esigenze delle nostre giovani coppie.

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